Come e perché non fare marketing di Natale a Natale

Lo so, questo è il periodo dell’anno che molti, grandi e piccini, preferiscono in assoluto. IO NO! So anche che starete pensando che in me dimora il Grinch. Ma non è proprio così. Forse un po’ sì, dai. Al di là del mio personale apprezzamento per il Natale ho provato a stilare una rapida guida per i ristoratori su come non fare marketing di Natale quando tutti gli altri lo fanno. Perché infondo a Natale siamo tutti più buoni. Tutti, tranne me.

Mettete da parte i torroni, i cesti pieni di cose buone da mangiare, le penne personalizzate. Il marketing è tutta un’altra storia. Sì. Ma siamo davvero sicuri che serva a qualcosa per il vostro locale o ristorante farlo durante le feste? Io credo proprio di no. E vi spiego il perché.

5 buoni motivi per cui non fare marketing di Natale a Natale

LO FANNO TUTTI

“E io no?”. Partiamo dal presupposto che se lo fanno tutti non sarà poi così efficace, ma, se proprio sentite il bisogno di farlo, pensate bene a cosa fare. Evitate campagne random che non hanno nessuna pertinenza con il vostro business core e con gli interessi dei vostri clienti. Tipo non proponete il cotechino perché fa tanto tradizione ad un vegano!

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LE OFFERTE DISPERATE

Quelle cose “compra 3 bottiglie di vino e una te la regaliamo, te la portiamo a casa, te la apriamo, te la serviamo, te la buttiamo, te la mettiamo nella raccolta differenziata nel vetro”. Innanzitutto se compro quel vino è perché ne ho bisogno per superare la crisi pre e post natalizia. In seconda battuta non tentatemi a spendere i miei soldi nell’acquisto di altre due bottiglie di vino che non avrei mai comprato. Vi prego, fatelo per il mio conto in banca. Perché a Natale puoi, ma solo se hai i soldi. In ultima analisi, perché me le devi regalare? Ma tu non le hai pagate? Non fatemi pensare male proprio ora che mi sento più buona.

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LE GRAFICHE DEL CUGGGGGINO

La prima vera domanda è “quanti cugggggini avete?”. Perché va bene l’albero genealogico fitto fitto, ma possibile che nella vostra famiglia almeno un parente è uscito dallo IED? Il problema vero però non sono loro. Ma sono quelli che fanno le grafiche brutte brutte. Quelle con lo spumante in primo piano pronto a scoppiare da un momento all’altro. Con sullo sfondo il vostro ristorante in una foto di repertorio che lo ritrae anteguerra. VI PREGO. Non lo fate! Fatelo almeno perché in un posto nel mondo un grafico vero possa essere felice a Natale.

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GLI ADDOBBI DI NATALE NO COST

A questo punto una parola va a tutti quei centrotavola tristi che ricordano molto la zia Elvira che tirava fuori i centrini proprio per il cenone del 24 dicembre. Ecco, vedi, quelle cose andavano di moda quando tu ancora stavi facendo la prima poppata nel ’79. Perché quelli erano anni in cui ci si accontentava. Adesso siamo tutti Instagrammer e il tavolo del tuo ristorante potrebbe finire tra gli hashtag #KITSCH #BRUTTOVERO #NONLOFARE #SALVIAMOUNCENTRINO.

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NON SARETE MAI MOTTA

“Ci sei anche tùùùùùù”. Ammettiamolo, questa è davvero la hit del Natale 2017. Altro che Michael Bublè. Sarà che io la canticchio da una settimana e oramai scelgo solo panettoni con i canditi per i sensi di colpa che ho. Detto questo, o fai una campagna di marketing pazzesca come quella di Motta con l’asteroide e una canzone neomelodica a metà strada tra Paolo Meneguzzi e Immanuel Casto oppure meglio evitare! Ovviamente la sfida è ardua, però “come un candito a Natale, so che ce la puoi fare”.

Tirando le somme il marketing di Natale è una bella scommessa. Ora sta a te convincere anche il peggior Grinch come me che la tua è la scelta giusta.

Avvertenza! LEGGERE QUESTO ARTICOLO con tono ironico, se ti senti offeso rileggilo di nuovo con la chiave giusta.