Il decalogo dei luoghi comuni sul vino: come evitarli e spacciarvi per un Wine Hunter provetto

Dalle ostriche con lo champagne all’erudita osservazione: “Sento un retrogusto fruttato…”: quali sono i luoghi comuni sul vino da evitare durante una degustazione? Ecco come evitare sfondoni e passare per veri Wine Hunter!

Si sa, quello del vino è un mondo complesso, ricco di storia, tecniche… e cliché. Ammettiamolo: chi di noi non ha finto almeno una volta nella vita di essere un vero intenditore? Simulare un po’ di puzza sotto il naso e assumere un atteggiamento competente possono rientrare nel gioco della degustazione, ma da qui alla figuraccia il passo è davvero breve.

Proprio per questo, abbiamo deciso di prepararvi al WineHunter Roma 2017 con un piccolo decalogo dei luoghi comuni da sfatare se volete evitare gli sfondoni (con i Wine Hunter Secchioni) e trasformarvi in cacciatori di vino provetti!

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Luoghi comuni sul vino: iniziamo dall’abc, ovvero, come impugnare il vostro calice

Giù quel mignolo!

A meno che non stiate cercando di metter su un remake di Vacanze di Natale ’83 o non vi sentiate delle british ladies all’ora del te, questa è la prima cosa da evitare. Lo sappiamo, reggere il calice nella maniera opportuna non è facile e quel ditino lì è davvero incontrollabile, ma fate uno sforzo in favore della vostra credibilità da Wine Hunter!

Come impugnare correttamente il calice

Il calice va tenuto rigorosamente dallo stelo e mai dalla coppa. Questo è il luogo comune più semplice da demolire e siamo sicuri che riuscite egregiamente nella missione di spacciarvi per perfetti Wine Hunter. Se volete osare, potete anche mostrare al mondo il vostro perfetto baricentro tenendo, con una sola mano, il calice dalla base.

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Luoghi comuni sul vino: le considerazioni sul vino da evitare assolutamente

“Sento un retrogusto fruttato…”

Diciamoci la verità: quel retrogusto fruttato voi proprio non lo avete sentito. Non c’è niente di male se non riuscite a distinguere i sapori e i retrogusti decantati dal Sommelier e vi consigliamo vivamente di non cercare di dimostrare il contrario. Insomma, frasi come “Percepisco un lungo finale di mandorla verde” o “Sbaglio o la fragolina anticipa nuance delicate di rosa canina e ciclamino?” sono del tutto da evitare se non siete sicuri di ciò che state dicendo… e degustando!

“Sa di tappo!”

Un’altra espressione che abbiamo imparato a ripetere ma che può metterci davvero in una brutta posizione durante una degustazione. Il sentore di tappo nel vino, infatti, può variare da impercettibile a molto forte e, se non sapete come riconoscerlo, rifiutare una degustazione per un errore olfattivo potrebbe risultare alquanto imbarazzante. Inoltre, il vero odore di cui temere è quello di “cane bagnato” o di “giornale umido”: avreste davvero il coraggio di dirlo ad alta voce?

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Luoghi comuni sul vino: un abbinamento vino-cibo da sfatare e uno da scoprire

“Amo lo champagne, soprattutto con le ostriche”

Già, l’abbinamento ostriche e champagne è un vero e proprio cliché, simbolo di edonismo e opulenza, ma anche di cattivo gusto. Non ci vuole un palato particolarmente sensibile, infatti, per accorgersi del sapore metallico e acidognolo generato da questo particolare accostamento. Volete fare bella figura e sorprendere i vostri interlocutori? Ecco, cosa potreste dire:

“Un abbinamento perfetto? Pizza e vino!”

Non l’avreste mai detto, ma è proprio così. Anzi: l’abbinamento pizza e vino è di gran lunga preferibile a quello pizza e birra, trattandosi questi ultimi di due lieviti dall’impatto digestivo non proprio delicato. Certo, ogni pizza deve corrispondere a un tipo di vino diverso e non è facile scegliere se si è alle prime armi, ma con il tempo imparerete a ordinare una quattro formaggi con il Verdicchio o una margherita con il Vernaccia di San Gimignano…

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Luoghi comuni sul vino: due regole da riconsiderare

“Il vino rosso si beve sempre a temperatura ambiente!”

Un’altra espressione da evitare se non si vuole rischiare la figuraccia. Anzitutto, la temperatura “ambiente” varia da stagione a stagione, quindi non esiste una gradazione universale per un vino tenuto fuori dal frigo. In seconda battuta, la temperatura a cui va servito il vino rosso varia a seconda della tipologia e dell’età. Una regola molto semplice da seguire in linea generale è servire i vini rossi fruttati, vini passiti e vini liquorosi rossi a 14-16 °C, i vini rossi a 16-18 °C e quelli di lungo affinamento a 18-20 °C.

“Mai mischiare vino bianco e vino rosso!”

Un ammonimento che ricorre spesso a tavola o durante le degustazioni, ma niente paura. Non ci sono prove scientifiche che le sostanze contenute nei due tipi di vino possano entrare in conflitto e creare dei disturbi. E, in ogni caso, diciamoci la verità: avete mai visto un vero Wine Hunter scegliere di bere solo una delle due categorie durante una degustazione?

Congratulazioni! Siete ufficialmente pronti a diventare cacciatori di vino provetti e fare una bellissima figura al WineHunter Roma 2017, ci vediamo il 2 e 3 dicembre all’Acquario Romano!

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